PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI: È UN DONO O UN PROBLEMA?

ragazza stressata dalle troppe interazioni sociali

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Ti senti spesso sopraffatto da luci, suoni o emozioni? Scopri chi sono le Persone Altamente Sensibili e come si può gestire

Ti è mai capitato di sentirti dire “te la prendi troppo”, “sei troppo sensibile”?

Se ti hanno rivolto queste frasi, lasciandoti spesso la sensazione di essere “sbagliato” o inadeguato rispetto al resto del mondo, potresti appartenere a quel 15-20% della popolazione definita come PAS (Persone Altamente Sensibili) o HSP (Highly Sensitive People).

Essere altamente sensibili non è una patologia, non è un disturbo e non è qualcosa da “curare”. È un tratto neurobiologico ed è innato. 

L’elevata sensibilità è caratterizzata da un modo diverso di percepire, processare e reagire agli stimoli. È caratterizzata da una maggiore sensibilità biologica al contesto ed anche da una maggiore vulnerabilità e differente reattività agli stimoli sia esterni che interni. Si può riscontrare una maggiore consapevolezza dei cambiamenti esterni ed un’elevata profondità di elaborazione interna. 

Tutto questo può comportare vantaggi o svantaggi a seconda di come la persona riesce a gestire questa sensibilità.

Vivere con questo “volume alzato” al massimo può essere faticoso se non si sa come gestirlo. È importante perciò comprendere i vari aspetti ed allenarsi a gestire tutto in modo funzionale. 

Chi sono le Persone Altamente Sensibili (PAS)?

Il termine è stato coniato negli anni ’90 dalla psicologa americana Elaine Aron.

Essere una Persona Altamente Sensibile significa avere un sistema nervoso che elabora le informazioni (sensoriali ed emotive) in modo più profondo e intenso rispetto alla media.

Immagina il tuo cervello come una spugna super-assorbente, dove gli altri vedono una folla, tu vedi mille volti, senti mille voci, percepisci gli odori e le tensioni emotive nell’aria. Chi ha una maggiore sensibilità può assorbire e reagire maggiormente alle sollecitazioni esterne, è sovrastimolato.

È naturale sentirsi spesso esausti prima degli altri e sperimentare alcuni problemi legati allo stress. Si può però gestire questa sensibilità in modo funzionale e positivo.

Avere un Alta Sensibilità infatti non è di per sé nè una condizione negativa nè patologica ma è piuttosto un tratto che influisce su come le persone percepiscono l’ambiente circostante ed elaborano le informazioni. Sensibili non significa fragili

Sei una Persona Altamente Sensibile?

Per poter comprendere se si è Persone Altamente Sensibili è necessaria una valutazione professionale. È importante non auto-giudicarsi perché gli aspetti da considerare e i fattori da tener presente sono molti. È necessario un approfondimento dettagliato della storia personale e dei vissuti specifici. È necessario perciò contattare uno psicologo per analizzare insieme i vari aspetti.

In linea generale si può comunque iniziare facendo riferimento alle 4 caratteristiche principali identificate dalla Dr.ssa Aron (Modello DOES):

• Depth of processing (profondità di elaborazione): le informazioni vengono processate in maniera più approfondita e accurata.

• Overarousal (sovrastimolazione): si è più soggetti a sovrastimolazione, i livelli di attivazione tendono a essere più alti e si raggiunge più facilmente un sovraccarico che comporta maggiore stress e stanchezza. La sensibilità e reattività intensa agli stimoli sensoriali (visivi, uditivi, tattili) e sociali può portare a vivere con maggior fatica le attività in ambienti affollati e rumorosi. Luci forti, tessuti ruvidi, sirene, rumori improvvisi infastidiscono profondamente o spaventano.

• Emotionality Reactivity and Empathy (reattività emotiva ed empatia): si reagisce con un’intensità emotiva maggiore e si ha una maggiore empatia verso gli altri. Le emozioni vengono vissute in modo più intenso e profondo. Le reazioni emotive sono intense in risposta sia a stimoli negativi che positivi e i tempi di regolazione ed elaborazione sono più lunghi. Inoltre si è molto sensibili ai bisogni e alle emozioni altrui. Riuscendo a cogliere piccoli aspetti non verbali della comunicazione si possono comprendere più facilmente le emozioni degli altri. Inoltre si sentono le emozioni degli altri intensamente “connettendosi” con loro e i loro vissuti. Ad esempio se sei una Persona Altamente Sensibile puoi assorbire gli umori degli altri e, se un amico è triste, ti puoi sentire fisicamente pesante. 

• Sensitivity to subtleties (Sensibilità alle sottigliezze) si percepiscono maggiormente i dettagli e si discriminano i piccoli cambiamenti sia nell’ambiente circostante che nelle relazioni sociali (variazioni emotive e comunicazione non verbale degli altri). C’è una percezione delle piccole cose, dei dettagli e di ogni piccola variazione e cambiamento nell’ambiente e nelle persone circostanti.

ragazza pensierosa

Altre caratteristiche delle Persone Altamente Sensibili

Vita interiore ricca e complessa:

caratterizzata da ricercare i significati sottostanti, preoccuparsi a lungo, pensieri complessi, riflessioni sul senso della vita, commuoversi facilmente davanti all’arte o alla natura. La sensibilità porta spesso anche ad avere una maggiore attenzione verso il benessere degli altri ed anche degli animali.

Bisogno di ritiro:

l’intensa sensibilità comporta maggiore stress, fatica e stanchezza perchè la persona è sottoposta a maggiori sollecitazioni. Gli stimoli da processare, elaborare e gestire sono di più sia da un punto di vista cognitivo che emotivo. Dopo una giornata di lavoro o sociale, si ha un disperato bisogno di stare da soli, al buio o in silenzio, per “resettare” il sistema. Gli spazi naturali, tranquilli e silenziosi aiutano.

Difficoltà con i cambiamenti

le novità, anche positive agitano molto e richiedono tempo per essere metabolizzate. Le emozioni possono essere molto intense perciò è necessario più tempo per elaborare e assestarsi.

Evitamento dei conflitti

si tende a fare di tutto per evitare scontri o tensioni perché vissuti come emotivamente estenuanti e fisicamente dolorosi.

Fame e sonno

se si ha fame o sonno non si riesce a funzionare e l’umore cambia drasticamente perché si è molto influenzati dalle sensazioni percepite.

Condanna o dono? L’altra faccia della medaglia

Vivere come PAS può sembrare un fardello, specialmente in una società che premia la velocità, la competizione e gli stimoli circostanti presenti sono tantissimi.

Il rischio di sovraccarico sensoriale è reale e può portare a stress cronico e ansia. L’elevata sensibilità non comporta però solo aspetti negativi ma può avere anche aspetti positivi

Le Persone Altamente Sensibili sono persone intuitive, empatiche, riflessive, ricche emotivamente e affettivamente. Riescono a comprendere gli altri e, riuscendo ad immedesimarsi, possono anche rispettare il punto di vista dell’altro e dare consigli più in linea con il vissuto dell’altro. 

Si possono comprendere meglio gli altri e le varie situazioni circostanti, è possibile inoltre cogliere elementi piacevoli che altri non vedono e notare e godere di piccoli dettagli gradevoli della natura. 

Per migliorare la gestione di questa sensibilità e far si che gli aspetti positivi siano maggiori di quelli negativi è fondamentale migliorare le strategie di coping. È importante riconoscere la propria sensibilità come una risorsa. 

Se sei una Persona Altamente Sensibile puoi imparare a proteggerti: la tua sensibilità è un dono. 

La sensibilità come risorsa

Le Persone Altamente Sensibili sono spesso:

• Ottimi ascoltatori, partner empatici e premurosi, in grado di andare oltre alla comunicazione verbale perchè notano anche i piccoli segnali non verbali.

• Persone che riflettono in modo profondo su sè stessi, sugli altri e sull’ambiente circostante riuscendo a cogliere meccanismi che ad altri sfuggono. Le risposte riescono ad essere perciò tendenzialmente più adattive.

• Persone creative, fantasiose, con una grande immaginazione, molto intuitive e scrupolose, attente a dettagli. 

• Capaci di provare gioie intense e profonde, non solo dolori. Riescono a godere della bellezza dell’ambiente naturale circostante e a dare valore alle piccole cose piacevoli.

ragazza che abbraccia il suo fidanzato


4 consigli per proteggere la tua energia

Se ti sei riconosciuto/a, ecco cosa puoi fare:

• Metti dei confini (Boundaries): impara a dire “no” senza sensi di colpa. Non sei obbligato a rispondere subito a ogni messaggio o accettare ogni invito. Stabilire confini chiari e precisi con gli altri e nella gestione del proprio tempo aiuta a proteggersi dal rischio di saturazione.

• Crea zone di decompressione: sia per evitare sovrastimolazioni che per abbassare eventuali iperattivazioni. Pianifica delle zone cuscinetto per passare da un contesto all’altro con tranquillità. Pianificare dei “vuoti” nell’agenda non è per pigrizia ma è una consuetudine necessaria. Pratica attività per abbassare il livello di attivazione come respirazione lenta regolare, rilassamento muscolare, meditazione, yoga, camminate lente, grounding, mindfulness per “stare” nel presente senza sovraccarico.

• Evita le personeche si lamentano costantemente, riduci il tempo con le persone che sono aggressive per proteggerti dalla loro negatività.

• Contatta uno psicologo per iniziare un percorso per sviluppare strategie di coping positive per il tuo benessere psicologico individuale.

La gestione della sensibilità va allenata

Essere una Persona Altamente Sensibile è come guidare una macchina sportiva molto potente: bisogna saperla guidare per poter poi fare un percorso speciale.

Spesso le PAS arrivano in terapia pensando di essere “sbagliate”. Il mio lavoro non consiste nel cambiare la persona ma invece nell’aiutarla ad individuare delle strategie funzionali. Si possono costruire insieme delle linee guida personali per vivere meglio la sensibilità. 

In generale le strategie utili per gestire l’intensità percettiva e reattiva si possono suddividere tendenzialmente in due gruppi: 

– ricerca/riconoscimento di ambienti/situazioni che possano aiutare a ridurre l’input sensoriale (come ad esempio frequentare luoghi tranquilli, silenziosi e con pochi stimoli; frequentare persone che rispettano la sensibilità) 

– gestione dell’attivazione con tecniche utili ad abbassarne il livello (come ad esempio rilassamento muscolare, respirazione lenta, meditazione, mindfulness, verbalizzazione delle proprie emozioni, ristrutturazione cognitiva dei pensieri disfunzionali). 

La consapevolezza dei meccanismi correlati ad un’elevata sensibilità e la conoscenza delle strategie utili a gestirla sono fondamentali per le varie implicazioni sulla qualità della vita e sul benessere psicofisico. 

Essere consapevoli della propria sensibilità è essenziale per imparare a regolarla e a sfruttarla. 

È come un’abilità che va allenata. Il percorso psicologico può aiutare a sviluppare una maggiore consapevolezza della propria sensibilità e può favorire una gestione strategica funzionale per far sì che possa costituire un punto di forza ed una risorsa personale positiva.

Vedersi come persone empatiche e ricettive invece di fragili può migliorare la percezione di sè stessi e la propria autostima. La sensibilità merita di essere un punto di forza, non una fonte di sofferenza. 

Se senti di avere bisogno di un sostegno psicologico contattami.

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