ANSIA AD ALTO FUNZIONAMENTO

ansia ad alto funzionamento

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Il termine ansia ad alto funzionamento (High-Functioning Anxiety) non corrisponde ad una categoria diagnostica ufficiale del DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – American Psychiatric Association).
Questa espressione si utilizza nella pratica clinica per descrivere quel tipo di ansia in cui la persona riesce a mantenere nella vita quotidiana un alto funzionamento cioè riesce ad essere/apparire impeccabile, perfetta, competente, organizzata, ricca di impegni e dimostra controllo e successo. Tutto questo ha però internamente un costo elevato dovuto a pensieri disfunzionali pervasivi e rimuginio continuo costante in cui prevalgono tematiche caratterizzate da ipercontrollo, ipermonitoraggio, perfezionismo.

La maschera della perfezione ed il suo costo silensioso

Nell’ansia ad alto funzionamento c’è un divario tra la perfezione esterna e il disagio psichico interno.

Esternamente la persona riesce a mantenere un buon funzionamento, spesso ottimo, nelle diverse aree di vita (lavoro, hobby, sport, relazioni sociali). Si possono anche superare le aspettative sia sul lavoro che in ambito sociale. L’immagine è caratterizzata da proattività, successo, alte prestazioni, competenza, professionalità, perfezione in tutto ciò che si fa e capacità di gestire tutto senza problemi con un elevata capacità di problem solving. L’ansia provata internamente passa inosservata. Agli occhi degli altri la vita della persona sembra perfetta: sempre puntuale, tutto organizzato, ottimi risultati sul lavoro, sempre disponibile per gli amici e la gestione famigliare appare perfetta. La persona è descritta come instancabile e di successo.

Internamente la realtà è ben diversa. L’ansia è intensa e l’attivazione è spesso costante. La mente non si ferma mai ed il rimuginio è continuo. La tendenza a pensare troppo e troppo velocemente porta a percepire i propri pensieri come incontrollabili. Possono persistere diversi pensieri disfunzionali pervasivi in cui indicativamente sono presenti preoccupazione, insoddisfazione, perfezionismo, bisogno di eccellere a cui può far seguito la paura di commettere errori, fallire e deludere le aspettative. La persona tende a essere ipercritica verso sè stessa e ad avere pretese disfunzionali su di sè.

Spesso chi vive questa condizione si pone alcune domande simili a queste:


● È davvero un problema se ottengo ottimi risultati?
Sì, nel caso in cui il prezzo è il benessere psicofisico. “Funzionare” non significa “stare bene”.


● Perché mi sento così?
Spesso alla base c’è la convinzione profonda di essere amabili o validi solo se si è “bravi”, “produttivi” o “utili”.


● Smettere di essere ansiosi significa diventare mediocri?
Assolutamente no. Si può imparare a gestire le proprie risorse in modo più funzionale mantenendo le proprie ambizioni senza che queste diventino una trappola. Si lavora sull’ansia disfunzionale, quella eccessiva e inutile.

Come riconoscere l’ansia ad alto funzionamento: i segnali invisibili

Le caratteristiche ed i sintomi dell’ansia ad alto funzionamentotipicisono oltre a perfezionismo e iper-critica verso sè stessi anche iper-controllodifficoltà a delegare, eccessiva pianificazione, overthinking (pensiero eccessivo) preoccupazione costante, paura di “non essere abbastanza”, paura di deludere, sensibilità elevata alle criticheiper-produttività, costante carico di impegni, difficoltà a concentrarsi e a mantenere l’attenzione su una singola cosa, difficoltà a stare nel momento/situazione presente senza pensare, difficoltà a godere dei momenti di successo perché si pensa immediatamente ad altri obiettivi, difficoltà a fermarsi e rilassarsi, difficoltà a dormire ed alcuni sintomi fisici come ad esempio tensione muscolare, disturbi gastrointestinali, mal di testa.

L’ansia ad alto funzionamento può avere quindi un impatto sul benessere psicologico della persona ed è perciò utile smontare i meccanismi disfunzionali. Il successo esteriore non giustifica il disagio interiore. È importante infatti lavorare su se stessi non solo quando la sintomatologia risulta invalidante per le diverse aree della vita quotidiana, come in altri disturbi che si manifestano palesemente, ma è fondamentale intervenire sul disagio psicologico anche quando è prevalentemente interno. Questo per favorire il benessere psicologico della persona.

Cosa puoi fare

È importante imparare a gestire i vari aspetti sottostanti a partire dal riconoscere che pensare continuamente richiede enormi energie e non è funzionale

Inoltre da un punto di vista psicologico è utile dedicare il proprio tempo anche ad attività piacevoli rilassanti in cui il risultato/la prestazione non sia rilevante. Questo è fondamentale per godere del momento piacevole, staccare i pensieri e abbassare lo stato continuo di attivazione e tensione.

È fondamentale accettare di poter fare errori e di non essere sempre perfetti.

Affrontare i meccanismi alla base dell’ansia ad alto funzionamento non è però semplice perciò può essere utile rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta.

Nell’ansia ad alto funzionamento il disagio è mascherato e poco riconoscibile. Può essere più difficile da identificare rispetto ad altre forme di ansia.
Spesso le persone con ansia ad alto funzionamento riescono a gestire bene la quotidianità apparentemente senza difficoltà perciò i costi sono meno visibili. Non sempre si riconosce precocemente la necessità di un aiuto psicologico. Non sempre si riescono ad individuare i meccanismi disfunzionali sottostanti ed i costi psicologici effettivi. 

Inoltre il mondo scolastico o del lavoro tendono a dare rinforzi positivi quando la prestazione è perfetta e la produttività è alta. Spesso si alzano le aspettative e si pretende sempre di più perciò la persona rischia di ritrovarsi all’interno di un circolo vizioso in cui prevale la sensazione di non essere mai abbastanza. Nell’ansia ad alto funzionamento questi circoli viziosi portano a risultati esterni ottimi ma finiscono per mantenere ed a lungo termine anche intensificare l’ansia interna. L’iper-controllo ed il perfezionismo, pur essendo dei tentativi messi in atto dalla persona per abbassare l’ansia, risultano a lungo termine dei fattori di mantenimento ed anche di accrescimento dell’ansia stessa.

Chiedere aiuto non significa fallire

Una delle paure più grandi per chi ha un’ansia ad alto funzionamento è che, rallentando o chiedendo aiuto, tutto ciò che si è costruito con fatica crolli. In realtà, un percorso di supporto psicologico o di psicoterapia serve proprio a consolidare le proprie risorse e la propria forza ma in modo più funzionale e sano.

Lo psicoterapeuta può favorire l’acquisizione di una maggior consapevolezza del funzionamento sottostante identificando le cause più profonde e può aiutare a riconoscere quali siano stati i fattori non solo predisponenti ma anche di mantenimento. Durante i colloqui si può lavorare insieme per sviluppare strategie efficaci e funzionali. Non si elimina la motivazione a ricercare il successo ma si lavora sulla consapevolezza che la propria identità personale non coincide con i risultati raggiunti.

La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Nell’approccio Cognitivo Comportamentale il lavoro terapeutico comprende una fase di psicoeducazione seguita da un lavoro sia a livello cognitivo (ristrutturazione dei pensieri disfunzionali e delle cognizioni negative) sia comportamentale (strategie per gestire l’ansia disfunzionale).

Il primo passo è quindi la psicoeducazione per aiutare l’individuo a distinguere tra l’ansia funzionale (che motiva all’azione) e l’ansia disfunzionale (che porta ad un disagio).

Da un punto di vista cognitivo è poi necessario riconoscere i pensieri disfunzionali sottostanti, le distorsioni cognitive, il rimuginio ed i circoli viziosi presenti. È importante attraverso la ristrutturazione cognitiva rivalutare le proprie modalità e ricercare pensieri più funzionali che possano favorire un benessere psicologico interiore. In particolare è importante favorire un accettazione di sé, dei propri limiti, della possibilità di non essere sempre perfetti e di non avere sempre tutto sotto controllo. Bisogna pian piano abbassare il livello di autocritica e le pretese disfunzionali eccessive favorendo un atteggiamento verso stessi più benevolo e aumentando la consapevolezza che ogni persona ha una suo valore a prescindere dalle prestazioni. Anche i rapporti interpersonali familiari e amicali non possono fondarsi sull’ipercontrollo di sé stessi.
È importante notare il costo silensioso della perfezione. È necessario smontare perciò l’idea che la perfezione sia funzionale e che sia indispensabile per ottenere il successo. Può essere utile chiedersi “Quante volte ho avuto successo pur non essendo riuscito ad essere perfetto come volevo?”
Si può favorire un processo di accettazione di sè in cui anche un piccolo errore o un insuccesso possono diventare comunque un’occasione di crescita personale.

Il successo può essere raggiunto con una modalità psicologica più funzionale in cui la consapevolezza delle proprie risorse, abilità, capacità si integra ed è in equilibrio con una serenità e tranquillità interiore.

A livello comportamentale alcune strategie sono utili per disconfermare la necessità di mantenere i comportamenti ansiosi. Un’esposizione graduale all’incertezza e all’imperfezione in cui il paziente viene incoraggiato a smussare il livello di programmazione, perfezionismo e controllo può essere utile a sperimentare che, anche se questi aspetti vengono un pò ridotti, non si verificano conseguenze catastrofiche e si può avere successo ottenendo un buon risultato.

Per ridurre la tensione fisica è utile gestire il tempo in modo funzionale, dare spazio ad attività piacevoli e rilassanti, praticare attività fisica regolarmente ed utilizzare tecniche come la respirazione profonda diaframmatica, gli esercizi di rilassamento muscolare progressivo, le tecniche di visualizzazione. 

Alcune persone possono credere che l’ansia costante e la preoccupazione continua siano la forza motrice del loro successo e che se dovessero ridurre questi aspetti fallirebbero sicuramente. Si può invece lavorare su sè stessi per raggiungere gli obiettivi e mantenere una soddisfazione personale con modalità sottostanti più funzionali che permettono di mantenere sia un buon funzionamento che un equilibrio psicofisico.

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