Dinamiche relazionali disfunzionali nell’era digitale: approfondimento su Love Bombing e Ghosting

ghosting e love bombing

Intervista alla Dott.ssa Alessandra Cattaneo sull’impatto psicologico e clinico delle nuove forme di manipolazione affettiva.

Le relazioni interpersonali contemporanee si sono arricchite di termini anglofoni che, anche se nati nel contesto digitale, descrivono dinamiche psicologiche complesse e profonde.

Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Alessandra Cattaneo, Psicologa Psicoterapeuta a Lecco, di analizzare due fenomeni: il Love Bombing e il Ghosting.

L’obiettivo è comprendere cosa accade nella mente di chi agisce più o meno consapevolmente queste dinamiche e, soprattutto, le conseguenze traumatiche su chi le subisce.

Love Bombing: Cos’è e come distinguerlo

“Dottoressa, il termine “Love Bombing” è ormai entrato nel linguaggio comune. Dal punto di vista clinico, come possiamo definire correttamente questo fenomeno distinguendolo da un normale innamoramento?

Dott.ssa Cattaneo: È fondamentale distinguere il fenomeno del Love Bombing dall’innamoramento.

L’innamoramento fisiologico è caratterizzato da una scoperta graduale reciproca fondata su diversi fattori tra cui attrazione e ammirazione ma in cui si mantiene il rispetto per l’individualità dell’altro, dei suoi bisogni e dei suoi tempi e spazi.

Il termine Love Bombing non identifica una specifica categoria psicopatologica diagnostica ma è comunque un fenomeno relazionale disfunzionale complesso che è importante riconoscere e gestire.

Love Bombing, “bombardamento d’amore”, è un termine utilizzato per indicare una modalità relazionale disfunzionale in cui fin dalla fase di conoscenza iniziale tutto appare molto intenso e veloce.

Può essere esercitato in modo più o meno consapevole.

Il Love Bombing è caratterizzato da un vero e proprio “bombardamento” romantico costituito in linea generale da chiamate continue, numerosi messaggi, parole molto affettuose, complimenti sproporzionati, adulazione, lusinghe, dichiarazioni di amore grandiose, promesse per il futuro, gesti romantici eclatanti, regali importanti, attenzioni che sono però esagerate sia come tempi che come modalità.

Spesso nel Love Bombing, pur essendo in una fase iniziale della conoscenza, le attenzioni sono continue ed estreme ed inoltre le dichiarazioni d’amore sono assolute, idealizzanti ed avvengono con una tempistica poco realistica.

È fondamentale specificare che non tutte le manifestazioni di affetto eclatanti sono invalidanti.

Ciò che distingue il Love Bombing è la modalità sproporzionata e disfunzionale: può essere considerato una forma di iperidealizzazione strumentale, talvolta esercitata in modo non consapevole, che porta ad acquisire un rapido controllo emotivo sul partner attraverso una “saturazione” di attenzioni.

La pericolosità risiede nella brusca transizione che segue a questa fase: quando la realtà disattende l’idealizzazione, si passa repentinamente alla svalutazione.

Spesso al Love Bombing seguono infatti fasi caratterizzate da un’emotività ambivalente e comportamenti incoerenti, contraddittori e altalenanti caratterizzati da distacco, freddezza, critica, svalutazione e controllo con tentativi più o meno consapevoli di diventare l’unico punto di riferimento per l’altra persona ad esempio screditando amici e familiari.

Il Love Bombing può favorire in chi lo subisce dipendenza emotiva, abbassamento dell’autostima, disagio, malessere, ansia, depressione, sfiducia negli altri, isolamento sociale.

ciclo dell'abuso

Come difendersi dal Love Bombing

“Quali sono i meccanismi psicologici che rendono così difficile, per chi lo subisce, riconoscere questa dinamica in tempo e sottrarsi?”

Dott.ssa Cattaneo: I meccanismi psicologici che rendono difficile identificare questa dinamica e sottrarsi sono plurimi.

Innanzitutto non sempre è facile distinguere il Love Bombing da un innamoramento che inizia in modo accelerato ed intenso.

Alla base del Love Bombing ci sono meccanismi psicologici simili per alcuni aspetti a quelli delle dipendenze.

Il rinforzo intermittente, l’alternanza tra gratificazioni intense (presenza costante, lodi, promesse di un futuro meraviglioso) ed improvvise sottrazioni di affetto può creare un legame disfunzionale.

Spesso al Love Bombing iniziale susseguono altre fasi: svalutazione, allontanamento, riconquista.

Queste fasi si possono ripetere ciclicamente e generano instabilità, confusione, insicurezza, paura di non riuscire a riprovare sensazioni così forti come quelle della fase idilliaca iniziale.

Il desiderio di tornare a quei vissuti grandiosi può tenere agganciata la persona.

Dal punto di vista psicologico, questo tipo di interazioni spesso fa leva sulle insicurezze della persona che subisce il Love Bombing.

Chi, ad esempio, sta attraversando un momento di fragilità tende a decodificare l’intensità eccessiva del Love Bomber non come un’invasione dei propri confini, ma come la risposta al proprio bisogno di accudimento e validazione.

Ricevere complimenti, attenzioni, conferme, essere visti, sentirsi apprezzati e amati può soddisfare un bisogno di validazione di sé e del proprio valore.

L’affetto però nel Love Bombing diventa una forma di controllo e potere.

Nella fase in cui l’altro appare innamoratissimo e tutto sembra idilliaco cercare di definire i propri confini può generare un forte senso di colpa fino a sentirsi quasi in debito.

Nelle fasi successive di svalutazione, distacco, riconquista aumentano l’insicurezza e la frustrazione.

Per interrompere questo ciclo bisogna fermarsi, osservare, analizzare le varie dinamiche ed essere consapevoli delle varie emozioni provate nelle varie fasi.

È importante riconoscere il ciclo che si ripete e gli strascichi psicologici che si porta dietro.

Se ci si rende conto di essere in una relazione disfunzionale è importante innanzitutto riconoscere il proprio valore personale, il diritto ad avere relazioni funzionali e a tutelarsi.

Si può valutare di interrompere qualsiasi contatto bloccando chiamate, messaggi, social e se si temono le reazioni dell’altra persona ci si può rivolgere a persone di fiducia, associazioni e professionisti specializzati.

Spesso la fase di separazione è molto complessa, perciò può essere utile intraprendere un percorso di sostegno psicologico che possa favorire all’interno di uno spazio sicuro l’elaborazione di quanto vissuto.

Da un punto di vista psicologico, al di là della relazione di coppia, è utile che la persona riconosca che cosa l’ha portata a rimanere in una relazione disfunzionale e le ragioni profonde sottostanti.

È importante non colpevolizzarsi ma bisogna comunque riconoscere quali aspetti personali possono essere modificati per non ricaderci.

Sapere che si può fare qualcosa già aiuta a sentirsi capaci di tutelare sé stessi.

È fondamentale stabilire e mantenere confini chiari e darsi il tempo di conoscere nuove persone mantenendo comunque la propria rete sociale.

Per proteggersi dal Love Bombing può essere utile fin dall’inizio prestare attenzione ai ritmi della relazione, prendersi i propri tempi e spazi, mantenere i propri hobby, definire i propri confini, mantenere la propria autonomia, mantenere le proprie amicizie e le relazioni sociali.

È importante riconoscere precocemente le dinamiche relazionali disfunzionali senza però cadere in un eccesso di diffidenza, ipervigilanza e allerta che può portare a etichettare ogni gesto affettuoso come sospettoso o manipolatorio.

È fondamentale mantenere un equilibrio per mantenere un’apertura verso legami sani.

Il Ghosting: Evitamento, impatto psicologico e strategie per superarlo.

“Passiamo all’altro estremo: il Ghosting. Perché la sparizione improvvisa, senza spiegazioni, è considerata così dannosa a livello psichico per chi resta?”

Dott.ssa Cattaneo: Con il termine Ghosting ci si riferisce al fenomeno per cui una persona interrompe improvvisamente ogni contatto, non risponde più a telefonate e messaggi, sospende qualsiasi interazione anche nei social, sparisce senza comunicare all’altra persona l’interruzione della relazione e senza fornire una motivazione.

Il Ghosting non può essere ridotto a semplice maleducazione; clinicamente può essere letto come un evitamento in ambito relazionale messo in atto in modo estremo ed improvviso.

Il soggetto che sparisce spesso dimostra una scarsa empatia, non considerando o sottovalutando le conseguenze emotive della sua sparizione improvvisa.

I fattori sottostanti possono essere comunque molteplici come un’incapacità a gestire il confronto ed i conflitti, insicurezza nell’affrontare conversazioni e momenti dolorosi, incapacità di utilizzare una comunicazione assertiva, immaturità emotiva, difficoltà a gestire il coinvolgimento emotivo di una relazione, paura di condividere i propri vissuti emotivi, incapacità di tollerare il senso di colpa e la responsabilità emotiva di una chiusura della relazione.

La persona che sparisce reagisce a questi e ad altri fattori con un evitamento drastico che comporta l’interruzione totale della comunicazione.

Il Ghosting può essere semplice da attuare soprattutto se la relazione si è sviluppata online ed è cresciuta mantenendosi nell’ambiente digitale: con pochi accorgimenti si possono bloccare tutte le comunicazioni e perciò può risultare una modalità di evitamento facile ed immediata.

L’impatto su chi subisce il Ghosting è notevole perché viene negata la possibilità di elaborare una separazione con spiegazioni causali coerenti.

La persona che subisce la sparizione rimane confusa, ferita, sospesa in uno stato di allerta ansiosa, cercando ossessivamente una risposta ai dubbi rimasti ed in attesa di una spiegazione che non arriva.

Questo può comportare un forte disagio e una profonda frustrazione, può inoltre contribuire a minare profondamente l’autostima e la fiducia negli altri e nelle relazioni.

A tutto questo può aggiungersi l’eventuale riattivazione di ferite correlate ad abbandoni precedenti se presenti.

Quando l’altro sparisce e chiude tutte le comunicazioni, bisogna accettare (che non significa approvare) quanto è successo, e non è sempre facile da un punto di vista psicologico.

Può essere utile cercare, per quanto possibile, di non rimanere in attesa di una sua ricomparsa, smettere di ricercare spiegazioni che non è detto che arrivino nemmeno nel lungo periodo ed interrompere il rimuginio su come poteva evolversi la relazione se l’altra persona non fosse sparita.

È normale sentirsi destabilizzati e fare fatica a superare l’abbandono.

Può essere utile dedicare il proprio tempo, le proprie energie e le proprie risorse alle proprie attività, ai propri amici e familiari, ai propri interessi.

È importante lavorare per rinforzare la propria autonomia e la propria fiducia in sé stessi a prescindere da ciò che è successo nella relazione.

Non è un processo psicologico facile, perciò può essere di aiuto contattare uno psicologo per affrontare insieme questo percorso.

Spesso si associano questi comportamenti al Narcisismo Patologico. Esiste una correlazione scientifica accertata?

Dott.ssa Cattaneo: Come professionisti dobbiamo essere molto cauti con le diagnosi.

A livello psicologico ci sono diversi fattori e diverse dinamiche che devono essere analizzate per evitare di etichettare tutto in modo generalizzato.

Si può osservare comunque che tratti quali la mancanza di empatia e la difficoltà a vedere l’altro come soggetto autonomo, costituiscono spesso il substrato di comportamenti disfunzionali in ambito relazionale.

Nel Ghosting, ad esempio, il partner viene trattato come un oggetto che viene messo da parte senza la necessità di un confronto umano.

Questo denota tendenzialmente una compromissione dell’empatia, la capacità di comprendere e rispettare gli stati mentali ed emotivi altrui.

Per individuare però eventuali disturbi psicopatologici e far riferimento a categorie diagnostiche precise, andrebbe svolta un’analisi più accurata e approfondita delle dinamiche sottostanti.

“Per concludere, Dottoressa, qual è l’approccio terapeutico utile a chi sente di essere rimasto intrappolato in queste dinamiche?

Dott.ssa Cattaneo: L’obiettivo di un percorso psicologico non è solo “superare” l’episodio specifico e l’eventuale trauma, ma è importante comprendere il funzionamento della persona all’interno delle relazioni a prescindere dalla relazione disfunzionale vissuta.

Da un punto di vista psicologico in ogni relazione interpersonale c’è la parte di uno, la parte dell’altro e quello che insorge nella relazione stessa.

Innanzitutto bisogna tener conto del fatto che il soggetto che agisce con modalità disfunzionali attua questi comportamenti principalmente in base a suoi fattori personali che non hanno origine nella relazione in corso.

Infatti nonostante eventuali problemi di coppia ogni difficoltà, compresa la separazione, potrebbe essere affrontata con modalità più funzionali.

Chi sente di essere rimasto “intrappolato” in una relazione disfunzionale ha perciò bisogno di riconoscere le sue dinamiche psicologiche e distinguerle da quelle dell’altro per non autoaccusarsi o autosvalutarsi per processi non suoi.

È importante inoltre riconoscere i propri schemi e ciò che si porta nelle relazioni in generale.

Dopo aver elaborato ciò che è successo, è fondamentale quindi che la persona sviluppi e/o rinforzi una consapevolezza dei suoi meccanismi, dei suoi bisogni e delle sue risorse e di cosa può fare da un punto di vista psicologico per tutelarsi.

Nel mio lavoro clinico in linea generale procediamo quindi solitamente su due fronti:

  1. L’elaborazione del vissuto: si lavora non solo per superare ciò che è successo con l’altra persona, ma anche per ristrutturare eventuali cognizioni negative su sé stessi come sentirsi inadeguati, incapaci, fragili, deboli o colpevoli. L’obiettivo è ridurre l’eventuale sintomatologia ansiosa, depressiva e/o i pensieri disfunzionali ed il rimuginio relativi alla rottura.
  2. Il rinforzo delle proprie risorse psicologiche, un rafforzamento dell’autostima e di una visione di sé stessi come persone con un proprio valore a prescindere dal giudizio altrui e dai rinforzi esterni.

È essenziale che il paziente impari riconoscere i propri bisogni.

Solo così è possibile costruire relazioni basate sulla reciprocità e mantenere il proprio benessere emotivo anche in ambito relazionale.


La Dott.ssa Alessandra Cattaneo è disponibile per consulti su appuntamento, sia in presenza presso il suo studio di Lecco che da remoto online.

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