L’ansia in estate

ansia in estate

L’arrivo dell’estate spesso è associato ad attività all’aria aperta, vacanze, viaggi.

Non per tutti però tutto ciò è associato a spensieratezza e felicità.

Alcune persone possono percepire un’aumento dell’ansia e del senso di oppressione. Si potrebbe parlare di ansia della bella stagione.

I nuovi ritmi circadiani e l’aumento di luce possono favorire una sorta di iper-attivazione e il corpo deve adattarsi.

Il passaggio alla stagione calda a volte può accentuare i sintomi dell’ansia.

​Quando si soffre di disturbi d’ansia spesso non si tollerano inoltre i tempi vuoti in cui si percepisce un aumento dei pensieri disturbanti.

L’allungamento delle giornate potrebbe essere percepito quindi come un tempo troppo lungo da dover riempire per forza.

aereo cancellato come gestire l'ansia

Paure

Alcune persone possono sentirsi sopraffatti dal pianificare le ferie ed i viaggi ed alcune paure possono incidere in modo particolare sulla vita personale e familiare con l’avvicinarsi delle ferie.

Ad esempio:

• Paura di viaggiare: spesso caratterizzata dalla paura di allontanarsi da casa, paura di uscire dalla propria zona comfort, timore dell’incertezza e ansia di separazione da figure di riferimento. A volte si aggiunge la paura specifica di prendere alcuni mezzi di trasporto come treni, navi o aerei.

• Paura di volare: la paura di prendere l’aereo spesso è legata ad una forma di claustrofobia, alla sensazione di “essere in trappola”, senso di soffocamento, intolleranza dell’incertezza e ad un bisogno di controllo.

Spesso ci si può sentire sollecitati dalle pressioni esterne. Inoltre il confronto con gli altri ed il timore del giudizio altrui possono contribuire ad aumentare paure e preoccupazioni alimentando un senso di inadeguatezza. 

Il rimuginio e le emozioni possono aumentare man mano che gli altri organizzano i viaggi, vanno in ferie e pubblicano foto delle varie località turistiche.
È importante specificare che ognuno ha il diritto di scegliere cosa fare in ferie, compreso il restare a casa ma è fondamentale distinguere se lo si fa per scelta e piacere oppure come evitamento dovuto all’ansia o a paure specifiche. Se si ha quindi un sano bisogno di riposo e si desidera stare a casa si tratta di una scelta personale. Se invece alla base si riconoscono aspetti psicologici disfunzionali è possibile affrontarli per non sentirsi limitati nella propria libertà.

Ansia anticipatoria
L’ansia inizia ad aumentare spesso molto prima di andare effettivamente in ferie, spesso anche qualche mese prima. Può insorgere quando arriva il periodo dell’anno in cui si pensa a prenotare le ferie, i familiari e gli amici iniziano a parlarne, arrivano le offerte via email ed una delle domande più frequenti quando si incontra qualcuno è “hai già deciso dove andare in ferie?”. Spesso ci si sente incalzati ed a volte si inventano anche delle giustificazioni per mascherare le proprie ansie. 

Spesso si cerca di sedare l’ansia e la sensazione di allerta con l’evitamento e l’iper-controllo. Purtroppo questi in realtà possono risultare disfunzionali, soprattutto a lungo termine.
​È importante ridurre l’ansia anticipatoria. Più si avvicina il periodo delle ferie più l’ansia può aumentare ed i relativi sintomi possono peggiorare.
Più si avvicina la data dell’evento temuto, più i sintomi dell’ansia diventano intensi.

Come riconoscere i sintomi dell’ansia
Oltre ad un frequente rimuginio, caratterizzato da pensieri disfunzionali catastrofici, si possono riconoscere alcuni sintomi fisici. I più comuni sono tachicardia, palpitazioni, tensione muscolare, disturbi del sonno, stanchezza fisica, irritabilità.
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È importante valutare anche l’impatto di questi sintomi. Più sono frequenti ed intensi più possono risultare limitanti, bloccando alcuni aspetti della vita quotidiana (come ad esempio rinunciare ad un viaggio o a trascorrere del tempo con gli amici).

Quando si è in ansia si attiva un sistema di allarme con una reazione fisiologica di allerta con sintomi tipici. Il corpo reagisce come quando si è di fronte ad una situazione di pericolo. Non si è sbagliati o inadeguati. Bisogna imparare a gestire le situazioni in cui si “attiva l’allarme” senza un pericolo effettivo.


Come affrontare: piccole strategie

Alcune strategie possono essere utili per gestire e affrontare le situazioni ansiogene. Ad esempio:

• Tecniche di rilassamento muscolare
• Respirazione lenta e regolare
• Suddividi l’obiettivo in piccoli passi
• Associa al viaggio piccole attività distraenti e piacevoli (musica, libro da leggere …)

​Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
La psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere estremamente efficace nel trattamento dei disturbi d’ansia e delle fobie specifiche.
Vari studi dimostrano infatti che la psicoterapia cognitivo comportamentale è efficace ed indicata per il trattamento di diversi disturbi tra cui i disturbi d’ansia.
Durante il percorso si utilizzano delle tecniche per “disattivare” il sistema di allerta psicologico.
Si può lavorare insieme sia su aspetti cognitivi che comportamentali.

Spesso ci sono delle distorsioni cognitive che alimentano l’ansia e le paure. La ristrutturazione cognitiva può aiutare a identificare i pensieri disfunzionali e a sostituirli con pensieri più bilanciati e funzionali.

L’evitamento alimenta le fobie e l’ansia. Tecniche di esposizione graduale possono favorire un’esposizione controllata e graduale a piccole situazioni ansiogene: è possibile partire ad esempio dall’immaginazione fino al confronto reale per spezzare pian piano il circolo vizioso di evitamento che si era instaurato.

​Il percorso terapeutico può essere un processo attivo in cui il paziente acquisisce pian piano competenze concrete da poter utilizzare nella vita quotidiana. È importante affidarsi a professionisti qualificati. È possibile verificare l’abilitazione professionale di un terapeuta sia tramite l’elenco presente sul sito dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia (OPL) sia a livello nazionale attraverso l’Albo Unico Nazionale degli Psicologi sul sito del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP ).

Intervento precoce e prevenzione
Intervenire subito permette di smorzare l’ansia anticipatoria evitando che il disagio si accumuli e cresca nel tempo.

Molte persone che soffrono di paura di viaggiare o volare tendono inoltre ad aspettare gli ultimi giorni per cercare di gestire i sintomi ansiogeni o per intervenire nel superare la paura. In realtà però in quei giorni la sintomatologia è già aumentata e avere poco tempo a disposizione mette ulteriore pressione. Inoltre se si è già d’accordo con parenti e amici per la vacanza disdire all’ultimo crea ulteriore disagio a se e agli altri.

È importante perciò intervenire in modo precoce senza aspettare l’ultimo momento per avere il tempo di affrontare il percorso su di sè tranquillamente, “allenarsi” sulle varie strategie e consolidare le proprie risorse.

La prevenzione e l’intervento precoce possono favorire una guarigione più rapida e duratura.

Conclusione
​L’arrivo della bella stagione potrebbe essere accolto serenamente. È fondamentale essere consapevoli dei propri meccanismi psicologici, accettare i propri tempi e lavorare su ciò che risulta disfunzionale ed invalidante.
La voglia di restare a casa può essere una scelta consapevole e non un evitamento di altro. La paura di viaggiare o quella di volare potrebbero essere viste come sfida superabili.

​Se desideri approfondire queste tematiche e senti che l’ansia sta limitando la tua vita quotidiana possiamo intraprendere un percorso insieme per gestire la tua ansia o le tue paure. Contattami per un primo colloquio. Ricevo su appuntamento nel mio studio e online.

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