Domande Frequenti

 

 

“La strada che porta alla conoscenza è una strada che passa per dei buoni incontri”
Baruch Spinoza

Lo psicologo è un professionista che dopo essersi laureato in psicologia e aver svolto il tirocinio previsto ha sostenuto l’esame di stato e si è iscritto all’albo professionale.

Si occupa di prevenzione, diagnosi e sostegno in particolare in situazioni caratterizzate da sofferenza e disagio.

Lavora inoltre in diversi ambiti per rinforzare il potenziamento delle risorse psicologiche e favorire il benessere delle persone.

Utilizza principalmente come strumento di lavoro il colloquio, eventualmente integrato con test psicologici.

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Category: FAQ

Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che ha conseguito una specializzazione post universitaria in psicoterapia presso una scuola di specializzazione o un istituto a tal fine riconosciuti. Ci sono diversi approcci es. cognitivo comportamentale, psicoanalitico/psicodinamico, sistemico relazionale …

Lo psicoterapeuta ha conoscenze, strumenti e tecniche per intervenire e trattare differenti disturbi psicopatologici di diversa gravità e che si manifestano sotto diverse forme.

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Category: FAQ

Lo psicologo non può somministrare i farmaci.

Dopo un primo inquadramento psicodiagnostico se necessario si può inviare il paziente da uno psichiatra per valutare il possibile percorso farmacologico.

A volte invece il paziente quando si rivolge allo psicologo è già seguito da uno psichiatra e in tal caso si procede combinando l’intervento psicologico al percorso farmacologico già in corso.

Le due figure professionali, psicologo e psichiatra, spesso collaborano tra loro per un intervento combinato psicologico e farmacologico.

 

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Category: FAQ

E’ importante chiedere una consulenza quando il disagio insieme ad un’eventuale sintomatologia iniziano ad influenzare negativamente la vita personale, familiare, relazionale, sociale o lavorativa. Le possibili soluzioni che si sono trovate e sperimentate sono apparse poco efficaci.

Inoltre ci si può rivolgere ad uno psicologo non solo in caso di malessere ma anche quando si vuole conoscere meglio se stessi, le proprie dinamiche e si vogliono migliorare le proprie risorse e la propria efficacia nell’affrontare diverse situazioni.

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Category: FAQ

Il malessere o il disagio provato possono essere considerati un segnale che qualcosa non va e bisogna prendersene cura. “Tamponare” in modo provvisorio i sintomi quando sono legati a problematiche psicologiche non aiuta a risolvere la causa del disagio.

Spesso si percepisce il malessere ma si cerca di rimandare per diversi motivi. Ad esempio

  • Convinzione che se si va dallo psicologo vuol dire che si è gravi o fragili o deboli: la maggioranza delle persone che vanno dallo psicologo vivono un momento o un periodo di difficoltà spesso legato a problemi relazionali o ad un cambiamento o ad un evento traumatico. Lo psicologo favorisce il ripristino di un proprio equilibrio che sia anche possibilmente più duraturo dato che il paziente ha una miglior consapevolezza di se stesso e delle proprie dinamiche. Inoltre intraprendere un percorso psicologico è un po’ come una sfida con se stessi quindi richiede un atto di coraggio e perciò non si dimostra debolezza ma forza.
  • Difficoltà e a volte paura ad iniziare qualcosa di nuovo: spesso quando si intraprende un nuovo percorso ci sono dubbi, domande, paure ed incertezze e lo psicologo è a disposizione per accogliere, rispondere e chiarire ciascuno di questi aspetti con atteggiamento non giudicante.
  • Dubbi sull’efficacia di parlare con un estraneo che non ci conosce: l’essere due estranei permette di entrare in relazione senza pregiudizi ed inoltre garantisce una posizione privilegiata esterna al contesto e alle dinamiche che hanno favorito e mantenuto il disturbo nel tempo. Inoltre permette di osservare obiettivamente e analizzare la situazione di riferimento.
  • Costi: quando il disagio è presente da diverso tempo e non si riesce a gestire è importante non aspettare troppo perché spesso poi si generalizza ad altri contesti rispetto a quello da cui si è partiti e perciò ci sono costi emotivi, relazionali, sociali e lavorativi che possono aumentare nel tempo. Inoltre se il disturbo si è cronicizzato tendenzialmente sarà necessario un percorso probabilmente più strutturato e lungo

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Il primo colloquio dura circa 50 minuti ed è fissato tramite appuntamento in un orario concordato con il paziente. La prima parte è caratterizzata da una fase di accoglienza ed ha uno scopo conoscitivo ed informativo, in particolare si prendono in considerazione eventuali dubbi sulla terapia, sulla sua efficacia, sul tipo di approccio …

Si informa inoltre il paziente su privacy, raccolta dei dati, costi, modalità di pagamento …

Si procederà anche ad un’iniziale raccolta di informazioni che verrà poi approfondita nei colloqui successivi.

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Inizialmente si definiscono obiettivi e priorità. In base alla problematica concordata si delineerà il tipo di percorso e si individueranno delle tappe indicative da raggiungere a breve, medio e lungo termine che verranno poi valutate insieme.

Il paziente può comunque in qualsiasi momento riportare dubbi sulla terapia che verranno analizzati e affrontati insieme e questo può essere veramente importante per il percorso intrapreso perché fornisce ulteriori informazioni e indicazioni utili sui vissuti della persona.

Il paziente comunque può decidere in qualsiasi momento di interrompere la terapia.

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Spesso si pensa che lo psicologo possa essere d’aiuto solo se ha vissuto personalmente il problema presentato. In realtà non è così perché lo psicologo può aiutare il paziente a comprendere e a risolvere la situazione grazie alla relazione terapeutica che si sviluppa nel corso dei colloqui e facendo riferimento alla sua formazione e conoscenza delle dinamiche psichiche che sono alla base di diversi disturbi psicologici.

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La durata è variabile in base alle problematiche presentate.

Fin dall’inizio si fornisce comunque una durata indicativa del percorso a seconda del tipo di trattamento necessario: a volte possono essere utili solo pochi incontri mentre altre volte, quando è presente un disagio più marcato, è necessario un percorso strutturato continuativo più lungo che viene comunque presentato in modo chiaro al paziente in tutte le sue fasi.

Anche la frequenza inizialmente di solito settimanale può essere poi modificata nel tempo concordandolo con il paziente.

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Il costo varia in base al tipo di intervento necessario e viene fissato fin dall’inizio insieme alle diverse modalità di pagamento.

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